Il codice fiscale non e' perfetto. La malattia che lo affligge si chiama "omocodia" e compare ogni volta che ci si trova di fronte a due o piu' persone con la stessa identita' fiscale. Perché questo avvenga e' sufficiente essere omonimi ed essere nati nello stesso luogo lo stesso giorno. A spiegare il problema che affligge il tesserino plastificato piu' usato in Italia, forse dopo il bancomat e la carta di credito, e' Giancarlo Fornari, responsabile dell'Ufficio relazioni esterne dell'Agenzia delle entrate di Roma.
Quanti casi di omocodia si contano in Italia?
Fino a luglio scorso sono stati rilevati 24.332 codici-doppione. Nel 2000 ne sono stati registrati 1.136 e 618 solo nei primi 7 mesi del 2001. Mille e 200 sono invece quelli che si verificano in media ogni anno.
Come si comporta l'Agenzia delle entrate quando individua due persone con lo stesso codice fiscale?
La prima cosa che si fa e' cambiarlo a entrambi gli individui. In pratica, ogni volta che si scopre che una sigla e' gia' stata assegnata ne vengono create due nuove ad hoc.
Ma perché cambiare il codice fiscale a entrambi i soggetti?
Per precauzione dal momento che ogni caso di omocodia puo' comportare conseguenze ingannevoli.
Un codice fiscale "modificato" e' in qualche modo riconoscibile?
Certo che si'. A differenza di uno "normale" quello "corretto" presenta una diversa composizione: l'ultimo numero diventa una lettera.
Pensate di adottare nuovi sistemi per identificare i cittadini?
Al momento no. L'alternativa sarebbe assegnare a ogni persona una striscia di semplici numeri. Ma questa possibilita' non e' realizzabile.
Perché?
Il nostro codice fiscale ha il grande vantaggio di collegare ogni individuo ai suoi dati anagrafici, rendendo cosi' piu' facile capire se la stringa alfanumerica fornita dal contribuente e' corretta o meno. Nel caso in cui si utilizzasse una sigla di soli numeri, basterebbe sbagliarne uno per assumere l'identita' di un altro. Gli operatori, sia privati che pubblici, dovrebbero pero' iniziare a diffidare di quei programmi che consentono loro di calcolare il codice fiscale di ognuno di noi perché questi, non avendo accesso diretto agli archivi dell'Anagrafe tributaria, non possono essere al corrente dei casi in cui il sistema informatico ha attribuito alla persona una sigla diversa da quella che, in una situazione "normale", gli sarebbe stata fornita.
19 ottobre 2001